Restauri
In questa sezione è possibile approfondire i principali interventi di restauro effettuati sul patrimonio artistico, librario e architettonico dell’Ambrosiana. Le attività, condotte secondo i più alti standard scientifici e metodologici, riflettono l’impegno costante dell’Istituzione nella conservazione e valorizzazione delle proprie collezioni.
Martirio di San Sebastiano
Il restauro del Martirio di San Sebastiano di pittore veneto-emiliano del primo quarto del XVI secolo, donato alla Pinacoteca Ambrosiana da Giovanni Edoardo de Pecis nel 1828, è stato finanziato dalla Fondazione Monte di Lombardia ed eseguito tra ottobre del 2025 e marzo 2026 presso il Laboratorio di Restauro della Dott.ssa Roberta Grazioli.
Compianto sul Cristo morto
L’intervento di restauro del Compianto è avvenuto in tre fasi distinte. La prima, risalente al 2023, ha avuto come obiettivo il monitoraggio chimico-fisico delle superfici e della natura delle sculture. Dal 2015, infatti, il gruppo fittile si trovava nella chiesa superiore, dove a causa degli sbalzi termici e igrotermici (di umidità) della città di Milano, era stato sottoposto ad un grande stress.
Paesaggio invernale, Barent Avercamp
Grazie alla firma in basso «Avercamp», il dipinto era inizialmente attribuito, con qualche riserva, al celebre paesaggista fiammingo Hendrick Avercamp (1585–1634), inventore delle vedute invernali. Attualmente, però, viene assegnato al nipote Barent Avercamp, specialista nella rappresentazione dei “pattinatori”.
La palma di Federico Borromeo
Il manufatto è una scultura-fontana a forma di palma, alta circa 270 cm e larga 170 cm. Il fusto, lungo 170 cm con un diametro di 26 cm, culmina in un bulbo di 95cm di altezza e di 40 cm di diametro, da cui si diramano sei giri di foglie di tre misure differenti, per un totale di 32 elementi. L’opera, originariamente fissata ad un basamento lapideo, è costituita da un tubo interno in ferro, adibito al trasporto verticale dell’acqua e rivestito da lamine di rame che simulano la corteccia.
Cristo risorto, Marco Basaiti
Firmato ‘Marco Basaiti’, il dipinto è stato considerato dalla maggior parte degli studiosi che se ne sono occupati opera piuttosto tarda, pressoché contemporanea al dipinto con la Chiamata dei figli di Zebedeo (Venezia, Gallerie dell’Accademia) del 1510, o addirittura al Cristo benedicente (Bergamo, Accademia Carrara) del 1517
Annunciazione, Girolamo Mazzola Bedoli
La tavola proviene dalla chiesa di san Francesco a Viadana, dove ornava l’altare fatto erigere dai figli in onore di Girolamo Avigni. Requisito dalle truppe napoleoniche nel 1811, dopo essere transitato dalle collezioni Lechi e de Pecis giunse in dono all’Ambrosiana nel 1831 con una prestigiosa attribuzione a Parmigianino. Opera invece del cugino acquisito, Girolamo Mazzola Bedoli, va annoverata comunque tra le opere maggiori della maturità di quest’ultimo







