Cripta di San Sepolcro
La Chiesa ipogea di San Sepolcro, conosciuta al pubblico come “Cripta”, è in realtà una vera e propria chiesa sotterranea le cui origini risalgono al 1030, quando il mastro monetiere milanese Benedetto Rozzone la fece erigere proprio dove anticamente sorgeva il foro di Mediolanum.
Costruita nel centro della città, ne è per così dire l’ombelico.
San Carlo Borromeo
La cripta di San Sepolcro
Nell’antica sede del foro romano di Milano, sorge la chiesa ipogea di San Sepolcro.
Costruita come chiesa privata attorno al 1030 da Rozzone, un maestro di zecca, fu consacrata nel 1036 dall’arcivescovo Ariberto d’Intimiano, e dedicata alla Santissima Trinità. Il 15 luglio 1100, dopo la riconquista di Gerusalemme, l’allora arcivescovo di Milano, Anselmo IV da Bovisio, a memoria di questo straordinario evento, cambiò la dedicazione in chiesa del Santo Sepolcro.
La cripta consente di entrare in contatto con una delle testimonianze più antiche della storia della città di Milano. La pavimentazione proviene infatti dal lastricato dell’antico foro romano del IV secolo, la piazza principale della civitas romana, dove si svolgevano le maggiori attività civili e religiose. Sulle grandi lastre di pietra bianca di Verona è possibile rintracciare il solco lasciato da un carro e su un’altra ancora un’ammonite, un fossile incluso nella pietra.
Leonardo da Vinci, che trascorse quasi vent’anni a Milano alla corte di Ludovico il Moro, la visitò personalmente: in Ambrosiana, tra le pagine del Codice Atlantico, si conserva la mappa della città di Milano su cui Leonardo disegnò un quadratino che indicava per l’appunto la chiesa di San Sepolcro, il vero mezzo di Milano, cioè il vero centro della città.
Simbolo di profonda sacralità, nella seconda metà del Cinquecento la Chiesa inferiore venne scelta da san Carlo Borromeo – che la definì umbilicus della città di Milano – come personale luogo di preghiera. In ricordo di ciò fu posta all’interno dell’edicola del Santo Sepolcro una statua in terracotta che ritrae il santo in raccoglimento, accanto al sarcofago trecentesco.
Riaperta al pubblico dopo cinquant’anni nel 2016, la cripta è stata oggetto di un complesso intervento di restauro finanziato dal MIC e terminato nella tarda primavera del 2019, volto principalmente al recupero delle superfici decorate. Il cielo stellato dipinto sulle volte, arricchito da una decorazione a rosette, si ispira forse alla decorazione originaria del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

